mercoledì, 19 novembre 2008 - 17:03
lavoro in un covo di assassini



Mesetto fa, collega al cellulare:

- scusa, potresti uccidere Van Gogh?     (=interrompere il calcolo che sta eseguendo il computer chiamato vangogh)

- si', ma in questo momento non sono a casa, non puoi ucciderlo tu?

- no, non ho i permessi

- ah vabbe', allora appena torno lo uccido io

Zia in casuale ascolto: ma lo sai che se ti intercettano questa telefonata ti arrestano?



Cinque minuti fa, collega via mail:

- Non funziona, puoi ucciderlo manualmente

(io dopo un minuto) - ok, e' morto



E dire che in questo momento avrei tanta voglia di mettere le mani addosso a qualcuno. Che no, non e' vangogh. Ma ha sempre sette lettere.












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In ---> psicopatologia, episodi buffi, los-tress
martedì, 18 novembre 2008 - 14:38
ecco cosa invece non dovevo perdermi in piazza Unita'...







http://tv.repubblica.it/copertina/e-berlusconi-fa-cucu-alla-merkel/26451?video



Voglio andare a vivere in Thailandia...ah ah...ah ah...
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In ---> psicopatologia, leggendo qua e la
venerdì, 14 novembre 2008 - 09:06
essere figlia unica



Telefono, h.9.00

L: Mamma, stamattina prima di andare a lavorare faccio un salto in Piazza Unità

M: Perché, cosa c'è?

L: Ma non li leggi i giornali, non la guardi la tv? La manifestazione dell'università...

M: Ah, ok. Ma ci devi andare per forza? Perché a me queste cose non mi piacciono... comunque se ci vai non prendere la macchina che se no sai che casino. Ah, e se piove non andarci

L: Mamma, sto per compiere 27 anni

M (tono tra il seccato e l'angosciato): Vabbè, fa come ti pare... click



ARGHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH
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In ---> psicopatologia, inkazzature, los-tress
giovedì, 06 novembre 2008 - 19:02


Ed ora, come promesso, andiamo ad esaminare il discorso universita'.


In questo caso, ad onor di cronaca, non si tratta di piena responsabilita' della Gelmini: i provvedimenti sono inclusi nella Finanziaria 2008, passata ad agosto in perfetto silenzio mentre i tg, come da tradizione, sparlavano della solita lunga estate caldissima (oddio...Max), del caro-ombrellone, di esodi e controesodi e di cani abbandonati in autostrada.




Art. 16.


Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università



    In attuazione dell'articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell'autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e' adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e' approvata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di adozione della delibera.







    La prima obiezione che sorge spontanea in chi come me opera in settori privi di ricaduta economica immediata e': che fine fara' la ricerca di base?




    Facciamo un esempio terra terra: cerchiamo un nuovo farmaco contro la malattia X. Abbiamo di fronte due possibilita'. La piu' breve e' cercare di brevettare e di trarre profitto da una molecola simile ad una gia' sperimentata. Relativamente facile. Ma ci sono patologie che non hanno ancora cura, o delle quali addirittura non e' noto il meccanismo biologico scatenante. E senza conoscere quello cosa facciamo, prendiamo un paziente e gli diamo in pasto un'intera farmacia? Qualcuno dovra' pure sequenziare genomi, cristallizzare proteine, capire dall'inizio cosa si e' inceppato. Occorreranno mesi, forse qualche anno. Poi interverranno i “drug discovery men” per dirla col GC, quelli che progettano con precisione come riparare il danno specifico. E dal giorno in cui sul pc di uno di loro viene tracciato il primo atomo a quello in cui chiederemo la scatoletta in farmacia passano circa 15 anni. Chi investirebbe di tasca propria su questo? Nessuno. Quante potenziali scoperte andranno a farsi friggere? Infinite.




    Se vi lasciate ingannare da quel “possono” (possono deliberare la propria trasformazione etc) sappiate che chi non ricorre al privato e' destinato a morire di morte certa: i tagli al FFO (fondo di finanziamento ordinario) cioe' ai soldi pubblici ammontano a 63.5 milioni di euro per l’anno 2009, 90 milioni di euro per l’anno 2010, 316 milioni di euro per l’anno 2011, 417 milioni di euro per l’anno 2012, 455 milioni di euro a decorrere dell’anno 2013 (dati tratti da universitadasalvare.blogspot.com, che a sua volta cita la fonte primaria). E dove si andra' a recuperare? Sulle tasse, ovvio. Alla faccia del diritto di tutti all'istruzione. Chi non arriva alla terza settimana non arrivera' neanche a sovvenzionare gli studi del figlio, ovvio. E a chi mi parla di borse di studio ai meritevoli – ammesso che i meritevoli, nella testa degli ideatori del meccanismo, siano meritevoli di meriti di studio e non per essere campioni di football, che poi e' anche inutile sfottere gli americani dimostratisi moooolto piu' lungimiranti di noi – rido in faccia: ho avuto una carriera scolastica e universitaria ineccepibile, ma per il semplice fatto di essere figlia unica di genitori dipendenti – dunque non evasori – non ho visto unalirauna dall'universita' , eccettuata una misera prebenda per merito che tagliava fuori gente con la media del 29 e rotti per questione di centesimi di punto.





Art. 66.




Turn over




Il comma 102 dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e' sostituito dal seguente: «Per gli anni 2010 e 2011, le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono procedere, per ciascun anno, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 20 per cento di quella relativa al personale cessato nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere, per ciascun anno, il 20 per cento delle unità cessate nell'anno precedente.


Uhm. Abbiamo un'eta' media dei baroni, la piu' alta in Europa, che e' almeno pari alla percentuale dei cervelli in fuga. Spendiamo soldi per formare ricercatori che poi vanno ad arricchire il PIL di Obama, della Merkel, o del modernissimo nord Europa, e nel frattempo stipendiamo lautamente gente che nella migliore delle ipotesi si limita a scaldare la sedia in quanto rincoglionita dalla demenza senile, mentre nella maggioranza dei casi lo fa deliberatamente – ammesso che stia seduta davvero su quella sedia, e non su quella del proprio studio privato di avvocato/notaio/medico et similia con garage annesso per le tre BMW. E nel frattempo spuntano proposte tragicomiche come questa


http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/sezioni/istruzione_ricerca/universita/visualizza_asset.html_2014250063.html




Incentivi alle ragazze per le facolta' scientifiche? Ah si'? E con cosa pagheremo il mutuo quando, col nostro bel dottorato in tasca e una sfilza di postdoc in giro per il mondo, sentiremo ticchettare il nostro orologio biologico e ci sentiremo rispondere che beh, niente da fare perche' viene assorbita una persona ogni 5, e saremo anche troppo vecchie per andare a fare le commesse (come in maniera devo ammettere tutto sommato lungimirante mi sta consigliando il GC)?












lunedì, 03 novembre 2008 - 14:31
avanti cosi'...chi si ferma e' perduto!



http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-5/univ-ddl/univ-ddl.html



Ma andiamo ad esaminare punto per punto lo scempio.

(Non criticatemi, non e' che non ho nulla da fare: sono al lavoro - vuoto causa festa patronale - e sto aspettando alcuni risultati)



Art. 1.


Cittadinanza e Costituzione


1. A decorrere dall'inizio dell'anno scolastico 2008/2009, oltre ad


una sperimentazione nazionale, ai sensi dell'articolo 11 del decreto


del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, sono attivate


azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate


all'acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle


conoscenze e delle competenze relative a «Cittadinanza e


Costituzione», nell'ambito delle aree storico-geografica e


storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse.


Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell'infanzia.


Ora. Saro' anziana io, ma ricordo di aver avuto un sussidiario, uno di quei libroni con dentro tutto lo scibile umano per un bambino delle elementari.

C'erano le pagine bianche, italiano: grammatica e brani da leggere.

C'erano le pagine azzurre, di storia, quelle gialle di scienze, quelle verdi di geografia, e quelle rosa di educazione civica. E ricordo di averle studiate tutte. Per giunta, ricordo anche di aver saputo sciorinare a memoria tutti i ministri De Mita e Amato. Ed ero una bambina normale io (mica tanto, ma insomma).



Valutazione del comportamento degli studenti


1. Fermo restando quanto previsto dal decreto del Presidente della


Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in


materia di diritti, doveri e sistema disciplinare degli studenti


nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in sede di


scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni


studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede


scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attivita' ed


agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche


anche fuori della propria sede.


2. A decorrere dall'anno scolastico 2008/2009, la valutazione del


comportamento e' espressa in decimi.


Ho sempre avuto al liceo un voto di condotta espresso in decimi. Dieci, ovviamente. Solo nell'anno dell'exploit, il secondo quadrimestre del quinto ginnasio in cui il consiglio di classe delibero' per il mio caso un nove politico (ohibo', persino la prof di educazione fisica dovette sottomettersi alla volonta' collettiva) anche il voto di condotta scese a nove. Ma insomma, diversamente sarebbe parso un pugno in un occhio.



3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita


collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione


complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la


non ammissione al successivo anno di corso o all'esame conclusivo del


ciclo. Ferma l'applicazione della presente disposizione dall'inizio


dell'anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro


dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca sono specificati i


criteri per correlare la particolare e oggettiva gravita' del


comportamento al voto insufficiente, nonche' eventuali modalita'


applicative del presente articolo.


E qui viene il bello: benche' non facesse media e non comportasse in caso di insufficienza la non ammissione all'anno successivo, non ho mai visto non solo un'insufficienza in condotta, ma neanche un voto inferiore all'8. Nemmeno per certi inqualificabili soggetti perfetti per le pseudoanalisi sociopsicopedagogiche sul fenomeno del bullismo che i media ci propinano a corrente alternata, giusto quando su youtube compare un nuovo portatore di handicap infilato con la testa nel cesso. E peraltro,

avendone viste di cotte e di crude prima ancora che sulla faccenda si accendessero le luci della ribalta, posso affermare con certezza che, laddove non ci sia gia' la protezione omertosa degli stessi prof, una telefonata potente continuera' a trasformare un 5 in un 6.



Art. 3.


Valutazione del rendimento scolastico degli studenti


1. Dall'anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la


valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e


la certificazione delle competenze da essi acquisite e' espressa in


decimi ed illustrata con giudizio analitico sul livello globale di


maturazione raggiunto dall'alunno.


Non so cosa ci sia di nuovo rispetto a prima: alle medie ho vissuto il ridicolo delle lettere ABCDE, ma penso l'abbiano abolito in fretta e furia. Anche perche' con le letterine niente media politica: oltre alla C in educazione fisica, ce l'avevo pure in religione. Vado a sotterrarmi tra le fiamme dell'inferno.




Art. 4.


Insegnante unico nella scuola primaria


1. Nell'ambito degli obiettivi di contenimento di cui


all'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,


con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti


di cui al relativo comma 4 e' ulteriormente previsto che le


istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico


insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali.


Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate


alla domanda delle famiglie, di una piu' ampia articolazione del


tempo-scuola.





Questione tempo scuola. La progressiva degenerazione verso il liberismo berlusconiano ha fatto si' che, la' dove ancora esiste il part-time e non e' stato  risucchiato dalla febbre della produttivita' che esclude le madri di famiglia (GC ne sai qualcosa?), esso non consenta di arrivare a fine mese. Tutti, ormai, devono sbattersi 12 ore al giorno. E chi ha i nonni lontani? Avevo una compagna di classe, alle elementari, che d'estate stava da sola nella casetta fronte mare, usciva, andava in spiaggia col suo orologino subacqueo, faceva il bagno da sola, usciva dopo mezz'ora di orologio, rientrava, si cuoceva la pasta, mangiava e faceva il pisolino in attesa del rientro dei suoi. Ma ahime' non tutti i bambini sono cosi' responsabili, e non tutti i genitori cosi' fiduciosi da lasciarli liberamente giocare con l'acqua e col fuoco.




Questione maestro unico. Anch'io e la bimba -ormai manager rampante- in questione abbiamo avuto una maestra unica, per ovvi motivi anagrafici (superiamo, accipuffolina, i 23 anni...). Ma siamo state fortunate: abbiamo frequentato la primina da una maestra in pensione con i controc...oni (perche' da brave secchioncelle siam partite a 5 anni e mezzo),  e abbiamo proseguito con lei fino alla quinta sostenendo esami di convalida anno per anno. Ma i nostri  genitori, tutti  istruiti (i miei gli unici non laureati!) e  comunque niente affatto scemi,  erano perfettamente in grado di comprendere  quanto i  suoi  metodi un po' all'antica fossero efficaci. Facevamo un'ora di disegno la settimana,  ma tutti i lunedi' mattina compito in classe d'italiano  (ad unica traccia) col  foglio protocollo. E analisi logica e grammaticale fino  alla nausea.  E ricreazione giusto il tempo  di mangiare  una pizzetta seduti al banco e  buttare la cartaccia nel cestino.



Ma si pagava.  E  io, pur avendo potuto pagare,  sono dalla parte di chi non puo' (e  poco  c'entra che  il mio futuro da precaria della ricerca  non so neanche se mi consentira' non  dico di dare da mangiare a dei figli, ma  semplicemente di farli).  Nella scuola pubblica  (soprattutto con  le paventate modifiche ai sistemi di reclutamento) non sai  mai chi puoi trovare.  Cinque anni  con una capra possono rovinare il futuro a un bambino, fargli odiare la scuola e mandarlo a lavorare a 14 anni quando magari  avrebbe potuto avere aspirazioni migliori. Perche' poi non tutti i genitori hanno i mezzi cognitivi per rendersi conto di un disastro in atto, o il tempo per seguire i pargoli nello studio. Senza contare la questione attaccamento: una maestra unica e' il prolungamento a cordone ombelicale della figura materna, per poi ritrovarsi (esattamente com'e' accaduto a me, con l'aggravante di una compagnia di 24 scalmanati) sballottati in prima media tra 10 facce diverse ognuno col suo modo di pensare, di agire e di valutare.

Inutile nascondere che dietro il pretesto della continuita' didattica ci sia la voglia (e non la necessita', perche' altrimenti si partirebbe dalle autoblu) di tagliare indiscriminatamente.



Art. 5.

Adozione dei libri di testo


1. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 15 del


decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,


dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici


adottano libri di testo in relazione ai quali l'editore si sia


impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo


le appendici di aggiornamento eventualmente necessarie da rendere


separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e


motivate esigenze, l'adozione dei libri di testo avviene con cadenza


quinquennale, a valere per il successivo quinquennio. Il dirigente


scolastico vigila affinche' le delibere del collegio dei docenti


concernenti l'adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto


delle disposizioni vigenti.




Gia' mi vedo la lobby degli editori stilare un'enciclopedia a 18 volumi sulle possibili "specifiche e motivate esigenze".



Al prossimo post il commento sull'universita'.











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In --->
sabato, 01 novembre 2008 - 13:20
non è una scusa



Oggi, lo ammetto, l'ho scampata. Ma non volontariamente: nonostante il crescente successo della festa di Halloween, infatti, il giorno rosso sul calendario è ancora oggi, ognissanti.



Eh sì, perché mi sono decisa  e ho compiuto il grande passo.

MI SONO ISCRITTA IN PALESTRA



(coro di oooooh stupefatti in sottofondo).



Insomma, sabato scorso ho vinto (almeno per il momento, poi bisogna stare a guardare quanto durerà) la mia atavica lagnusia e mi sono presentata alla prova gratuita in quel luogo di perdizione che si trova a circa duecento metri da casa mia. Mi ha accolto un soggetto con un sorriso da spot Mentadent .



SM: Come sei messa?

L (abbassando lo sguardo) ehm uhm io veramente...

SM: Prima di tutto, hai avuto operazioni, hai dolori particolari?

L: no, quello no...

SM: E come obiettivi? vuoi dimagrire?

L: nononono, a quello ci pensa il GC...

SM: come, scusa?

L: nonono, niente, non devo dimagrire [perché, mi vedi grassa, brutto bastardo?] solo che ecco... sono sempre seduta tutto il giorno e sono in condizioni disastrate

SM (illuminandosi, evidentemente sulla base di precedenti analoghi): aaaah, ok, capito...

L (vedendolo delirare nella programmazione del tapis roulant): e fumo

SM (precipitandosi con l'indice su una serie di segni - e di freccette rivolte verso il basso): ah, pure



Dopo il sabato di prova e il mercoledì scorso di scheda, sono giunta alle seguenti conclusioni:

1) non riesco a ricostruire mentalmente come diavolo facessi in quarta liceo ad andare tre volte alla settimana dalle 15.30 alle 19 a fare mezz'ora riscaldamento-1 ora aerobica-1 ora attrezzi-1 ora step (ah,  beati 17 anni)

2) mentre, nelle sere dei giorni feriali, ad affannarsi sugli attrezzi sono esemplari simili alla sottoscritta, facce tese e distrutte da una giornata di lavoro, ragazze con le braccia grandi come una mia coscia e, nell'angolo pesi, nerd occhialuti e allampanati ancora frastornati dalle 12 ore trascorse al pc che tentano di guadagnare un millimetro cubo sugli scarni bicipiti, il sabato mattina è la fiera dell'umanità da invidia, dei muscoli scolpiti, delle fighe truccatissime e fresche di ceretta inguainate in shorts inguinali che non versano neanche una stilla di sudore.



Brrr...per fortuna che oggi è l'onomastico di tutti.
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In ---> los
lunedì, 27 ottobre 2008 - 07:08
Non so voi, ma io non ne posso più di tutta questa informazione monodirezionale. Insomma, o sono stata tonta io a non accorgermene prima  e a svegliarmi di botto, o stiamo davvero degenerando.

Prendete (un esempio a caso eh) le proteste pro scuola - che non sono contro Gelmini, ma sono pro scuola, appunto.

La sinistra dichiara X partecipanti alle proteste, la destra Y.

E cosa fa il Tg1 (rete pubblica?) Manda in onda uno studio pseudomatematicogeometricofisicoquantistico secondo il quale, siccome in un metro quadro ci stanno 4 persone, e siccome il luogo Z considerando i palchi gli alberi le cicche buttate a terra e la congiuntura astrale contiene K*cos(phi)sen(Carfagna) metri quadri calpestabili, allora la cifra è massimo Y.



Facciamo così. Punto primo, facciamo salire il cervellone che ha elaborato sto calcolo su una 36 qualunque ad un'ora qualunque compresa tra le 8 e le 9 di mattina di un qualunque giorno compreso tra il 1 giugno e il 30 settembre, e poi riparliamo di quante persone stanno in un metro quadro.



Punto secondo, e la storia della studentessa piddiana che veste Prada? Ma fatela vestire come più le aggrada, chevvefrega. Che poi magari la tipa è come me, che dalla testa ai piedi non supera di norma i cento euro e poi c'ha una zia che non solo si veste da ragazzina essendo sopravvissuta indenne a due parti, ma può anche permettersi, dopo una stagione, di stancarsi del jeans firmato e di regalarlo alla pecora nera della famiglia, la nipote sinistroide così incoerente da accettarlo.



Sono schifata. E non solo da futura disoccupata.
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In ---> opinioni, inkazzature
giovedì, 16 ottobre 2008 - 09:15
quando (anche) i leghisti fanno oh



L'operoso estremo nordest è una terra dove i tecnici degli elettrodomestici (e , come già constatato, addirittura quelli Telecom) arrivano in anticipo.
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In ---> pensieri al volo, trieste
mercoledì, 15 ottobre 2008 - 18:40
la legge dei grandi numeri al femminile



E' bene tenere un minimo di cinque accendini in una borsa a sacco, in modo da pescarne almeno uno all'occorrenza.
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In ---> cazzate, pillole di saggezza
martedì, 14 ottobre 2008 - 16:16
mamma mi serve un garage. e bello grande



Ho appena mangiato un duplo. Si', proprio quello nienteciccia-nientebrufoli, che poi andatelo a dire alla mia faccia da sedicenne in pieno acne giovanile e ne riparliamo.



"Apri la confezione e controlla se hai vinto 100 scooter di marca Nonmeloricordo"



Naturalmente sotto il futuro brufolo campeggiava la scritta RITENTA, in compenso mi è sovvenuto un dolce ricordo. Siamo sul finire degli anni 80. Los è una bimba innocente il cui problema più opprimente è dato dal dover riassumere, al pomeriggio, dei raccontini che la maestra leggeva nelle ore scolastiche: non padroneggiando ancora l arte dell appunto schizoide ed essnedo la sua memoria vacillante già all epoca, era costretta a telefonare ad una delle sue uniche 3 (!) compagne di classe e farsi raccontare di nuovo il tutto.



Tra le grandi industrie alimentari furoreggiava la concorsopoli. Si raccoglievano punti e tartallegre e casette iperattrezzate, si spedivano cartoline postali, si rovistava sotto tappi e dentro confezioni con il cuore ricolmo di speranza, benché poi l esito fosse sempre lo stesso, RITENTA.



- Mamma - chiese un giorno l ingenua ragazzina - ma chi vince 100 motorini come fa ad usarli tutti? Li rivende?









(perdonatemi la grammatica: il pc ha dei problemi con l apostrofo)

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In ---> episodi buffi, beata infanzia